Campagna di sensibilizzazione riguardante la protesi retinica PRIMA

Campagna di sensibilizzazione riguardante la protesi retinica PRIMA

Prof. Daniel Palanker (Hanses Experimental Physics Laboratory, Stanford University, Stanford, California, USA). Dr. Yannik Le Mer (Fondation Adolphe Rotschild, Paris, France).

Spiegazione Progetto

Le protesi retiniche sono dispositivi medici che vengono impiantati all’interno dell’occhio, sulla retina o sotto di essa, in pazienti con grave perdita visiva causata dall’atrofia progressiva dei fotorecettori (bastoncelli e coni), le cellule responsabili della visione.

La degenerazione maculare legata all’età (AMD) e la retinite pigmentosa (RP) sono i due disturbi degenerativi della retina più comuni.
L’AMD è una malattia multifattoriale che colpisce persone anziane, generalmente oltre i 55-60 anni, e la cui forma atrofica compromette progressivamente la visione fine e dettagliata, fino a determinare la perdita della visione centrale e la cecità legale nello stadio terminale noto come atrofia geografica (GA).

La retinite pigmentosa (RP) è invece una malattia genetica ereditaria che colpisce soggetti più giovani, dall’infanzia fino alla terza decade di vita, causando spesso cecità notturna, perdita progressiva della visione periferica e, prima dei 40 anni, cecità legale o completa.

Ad oggi non esiste un trattamento risolutivo per l’AMD atrofica e per la RP, ad eccezione di strategie di protezione solare e di integrazione vitaminica, che possono rallentarne la progressione.

Una nuova protesi retinica, basata su un microchip wireless sottoretinico denominato Sistema PRIMA, è stata sviluppata per aiutare i pazienti nelle fasi terminali dell’AMD, consentendo un parziale recupero della vista.
Lo studio di fattibilità del PRIMA ha fornito risultati preliminari eccellenti, permettendo alla maggior parte dei partecipanti di leggere lettere e parole.

Il dispositivo PRIMA sarà testato anche nei pazienti con RP per valutarne sicurezza ed efficacia, al fine di verificare se possano essere ottenuti risultati simili a quelli osservati nei pazienti con AMD.

Lo studio sarà uno studio di fattibilità open-label, non randomizzato, che coinvolgerà 5 pazienti in due centri:

 

  • Università di Roma Tor Vergata (Italia)
  • Fondation Adolphe de Rothschild Hospital (Parigi, Francia)

 

Il periodo di arruolamento sarà di 1 anno, mentre i pazienti impiantati saranno seguiti per 3 anni, con endpoint di performance valutati 12 mesi dopo l’impianto.

I soggetti partecipanti seguiranno un programma di riabilitazione visiva personalizzato, focalizzato sulle loro esigenze specifiche (ad esempio lettura, mobilità, attività quotidiane). Sarà inoltre richiesto loro di utilizzare il dispositivo PRIMA anche a casa, per esplorarne il potenziale miglioramento delle attività della vita quotidiana.

Una campagna informativa e di sensibilizzazione sulle potenzialità del sistema PRIMA per pazienti con AMD e RP e per le loro famiglie è già stata avviata dalla Macula & Genoma Foundation in occasione del meeting annuale “Macula Today”.
Saranno tuttavia necessarie ulteriori campagne di sensibilizzazione per fornire ai pazienti informazioni accurate e aspettative realistiche sulle future opzioni terapeutiche.

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